Frequently Asked Questions - All FAQs

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I sensori perimetrali, sono quelli che, per definizione, vengono installati nel perimetro  dell’area da proteggere. Quindi anche i contatti magnetici vengono spesso definiti  come tali, ma attenzione a dove li installiamo! Infatti, in una porta/finestra ove il ladro  possa entrare rompendo il vetro, cioé senza aprirla è opportuno integrare un sensore di rottura vetro.E' senza dubbio piú efficace un  sensore di movimento oppure, ove possibile un sensore del tipo “a tenda”, posizionato  magari all’esterno, cosí l’allarme scatta ancor prima che vi sia un danno ai serramenti.

1. Centrale d'allarme
2. Combinatore telefonico
3. Collegamento Lan
4. Attivatori o inseritori
5. Sensori volumetrici
6. Sensori perimetrali
7. Sirene o avvisatori sonori
8. Nebbiogeni
9. Spray Lacrimogeni

Le palestre inserite in complessi scolastici, se utilizzate per attività sportive extrascolastiche e con capienza superiore a 100 persone, ovvero con superficie lorda in pianta al chiuso superiore a 200 mq, rientrano al punto 65 dell'allegato I al DPR 151/2011.

Per gli asili nido, in assenza di una specifica regola tecnica antincendio, deve essere rispettato quanto indicato nell'allegato n. 1, lett. A, del d.m. 4 maggio 1998. Per le attività a rischio specifico, eventualmente presenti, dovranno essere osservate le relative regole tecniche.

Quando l'impianto è spento è attiva la linea di guardia anche denominata :

Notte e Giorno, NG, ND, AS, H24 ; Questa funzionalità del sistema sorveglia il sabotaggio dell'impianto / sensori; pertanto qualsiasi anomalia apertura illecita dei sensori detto appunto sabotaggio, genera allarme. E' possibile che l'impianto suoni anche per guasti, tipo batterie scariche o basse oppure se durante la supervisione dei componeti via radio la centrale non trova all'appello un sensore. Accendendo e spegnendo il sistema di solito si resetta la condizione, è opportuno in seguito verificare attentamente la causa che ha generato la segnalazione.

 

 

Maggior sicurezza è offerta dai sistemi dove parlano ed ascoltano entrambi, ai quali sono applicabili diverse tecniche crittografiche ben collaudate. Una di queste, detta ad "Autenticazione o doppio eco" . Non è strettamente indispensabile ma, poiché i sistemi bidirezionali danno risposta, direttamente sul radiocomando, sull'avvenuto inserimento, questo risulta indubbiamente molto comodo ed evita annunci sonori che disturbano ed informano i vicini dei nostri spostamenti.

Tutti riconoscono che il dialogo tra un "sordo" ed un "muto" è cosa molto difficoltosa. Ebbene, quello che avviene tra un sensore di un impianto monodirezionale e la centrale è analogo.
Il sensore monodirezionale, non conoscendo lo stato della centrale, è sempre attivo. Tramette quindi ogni volta che la porta si apre e si chiude. Per evitare di "bruciare" la propria batteria di alimentazione in breve tempo, può permettersi una sola trasmissione ogni volta che viene eccitato.
Un'unica trasmissione, nel caso trattasi di effrazione è poco! Se in quel momento il ricevitore della centrale è interessato da altre trasmissioni, il messaggio risulta perso e non vi sono possibilità di ripetizione.
Ecco perché sono nati i sistemi bidirezionali.

I vecchi inseritori avevano un solo LED rosso sulla chiave, una volta inserita lo stato rosso indicava lo stato inserito impianto, lo stato spento corrispondeva al LED spento.

Alle volte in alcune installazioni si preferiva invertire lo status per confondere le idee.

Nei moderni sistemi ad esempio KSENIA abbiamo 5 LED e quindi 5 stati :

Verde pronto all'inserimento, impianto spento ( il LED è spento almeno un sensore è in status aperto) quindi abbiamo una doppia informazione

Rosso impianto inserito in modo TOTALE

Blu impianto inserito in modo parziale

Giallo e Bianco si possono utilizzare per indicare altre tipoligie di parzializzazioni, es. solo area piscina, solo area giardino

In caso di posizionamento esterno con un tempo programmabile il LED si può spegnere, disorientando l'intruso senza chiave

1. Centrale d'allarme

E' il cuore dell'impianto, è preposta a gestire tutto l'impianto e se predisposta tiene cronistoria degli eventi. SIM per backup funzionalità ) invia segnalazioni di eventi di allarme e di guasto.


3. Collegamento Lan/App

Invia segnalazioni di eventi di allarme e di guasto via email e permette la gestione tramite browser.

Con le App vengono gestite le notifiche push.


4. Attivatori o inseritori

Per accendere e spegnere un impianto si usano : Chiavi meccaniche, Chiavi elettroniche, Tastiere,vTelecomandi, Lettori di RFID o Badge, Lettori di impronte digitali.

5. Sensori volumetrici

I sensori volumetrici possono essere ad IR infrarossi passivi, a MW micro onde, DT doppia tecnologia IR+MW oppure Tripla Tecnologia 2IR+1DT; Si basano sull'emanazione del corpo umano di temperatura e/o sul movimento, se progettati per interno od esterno hanno a bordo un software +/- sofisticato di elaborazione informazione onde evitare falsi allarmi.

6. Sensori perimetrali

I sensori perimetrali si basano su contatti chiusi in gergo NC (normalmente chuso) di varia foggia e misura, di solito sfruttano un campo magnetico hanno diversi gradi di invulnerabilità a seconda dell'impiego, fra i sensori NC ci sono anche i sensori a vibrazione o antisfondamento, i conta impulsi a cordino o ad interruttore.


7. Sirene o avvisatori sonori 

Sono delle sirene con frequenze dagli 80db ai 115db da interno od esterno, quelle esterne possono essere in contenitore protetto da ; apertura, distacco, schiuma, trapanatura, avvicinamento. Quelle esterne di solito hanno un lampeggiante nelle versione più moderne a LED per ottimizzare i consumi. Quelle più recenti hanno più di un LED per riportare all'esterno dell'area protetta informazioni tipo allarme avvenuto o stato impianto.


8. Nebbiogeni

Poco diffusi per il costo sono un ottimo deterrente, quello che non vedi non rubi, gli ambientiprotetti vengono innondati da una nebbia innoqua ma efficace che impedisce di fatto l'esecuzione del furto.


9. Spray Lacrimogeni

Poco diffusi per il costo sono un ottimo deterrente, con un gas a base capsicum inabilita i malintenzionati, impedisce di fatto l'esecuzione del furto.

Spesso alcuni clienti ritengono che per provare un sensore occorre sdraiarsi per terra e muoversi stile marines. Un sensore di movimento è preposto alla rilevazione di movimenti normali o rapidi che attraversano l'area protetta. Strisciare lentamente nell'area di un sensore comporterà una rilevazione meno rapida ma avverrà lo stesso. Per controllare l'efficacia di un sensore occorre verificare che l'orientamento verso l'area protetta produca una rilevazione rapida, ad esempio ingresso in una stanza, attraversamento di un salone. I sensori rivelano correttamente se attraversati e non ingaggiati frontalmente, pertanto verranno installati in modo tale che l'intruso attraversi l'area 'tagliando' le zone sensibili e non andandogli incontro.